A che servono questi quattrini
Stagione Teatrale 2008

quattrini

NOTE DI REGIA

Eduardo Parascandolo, dei Marchesi Guastamacchia, filosofo di fuori ed imbroglione dentro, è detto "il professore" per la sua abitudine di predicare l'elogio della povertà, in quanto "il denaro è la rovina dell'umanità".

La commedia è impostata sulla filosofia del paradosso e "il professore" è il deus ex machina dell'astuzia e dell'imbroglio. Ad un tratto, l'annuncio di un'eredità dall'America al suo discepolo Vincenzino Esposito. Il professore, servendosi delle sue doti dialettiche, cambia la vita di Vincenzino, che vede i suoi debiti mutati in crediti ed inizia anche a stimare se stesso.

E' un gioco pirandelliano che porta la commedia ad un esilarante e lieto fine.Servono o non servono questi quattrini? Questo è il problema... È il denaro che non puó renderci felici o questa affermazione è un pretesto per vivere di espedienti rifiutando ogni responsabilità? Si puó vivere senza quattrini o, comunque, far credere a se stessi di e agli altri di averne?

Un fatto però è certo: chi ha soldi viene considerato diversamenta da chi non li ha. E quindi chi è capace di far credere agli altri di averne è stimato e rispettato.

L´autore attraverso la negazione dell´importanza del denaro, ne riafferma invece la necessità. In questo gioco "pokeristico" vince non il più ricco ma il più abile.

A proposito del Prof. Parascandolo, che filosofeggia intorno a questo tema, non si sa bene se veramente il denaro "non eserciti su di lui alcun fascino" oppure se, furbescamente, cerchi di arrangiarsi e guadagnare sull´ingenuità altrui. Fatto è che riesce nella vita a barcamenarsi elegantemente anche con uomini di finanza o astuti commercianti.

Il timore reverenziale che infonde nel suo prossimo è supportato da frasi in latino o citazioni appartenute ai Grandi della storia. I suoi discepoli, in particolare Vincenzino Esposito, povero e ignorante tornitore, pendono dalle sue labbra.

L´idea e il sogno di una vita libera e svincolata dai doveri, per primo il lavoro, e il sentirsi custodi di molte certezze li riscatta dagli stenti di tutti i giorni e li fa sentire grandi.