REGIA
IOLANDA ZANFRISCO
Scenografie Salvatore
Agnello e Peppe Zanfrisco
Direttore di Scena Nicoletta
De Paolis
Trucco di scena Anna
Rita Crisostomi
Musicisti: Francesco
Ceccarelli, Mauro Annovazzi, Salvatore Agnello
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Interpreti
Vincenzo
Coppolino
Anna Rita Crisostomi
Vincenzo Di Sarno
Gennaro Donti
Lia Gallinari
Roberto Giovannelli
Antonio Noto
Adelaide Scannella
Rosaria Valery Starace
Iolanda Zanfrisco
Peppe Zanfrisco
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Costruito
come fosse un racconto formato da tanti tasselli incastrati l’uno
nell’altro, questo spettacolo ci dà la possibilità di
rappresentare Napoli osservandola da angolazioni differenti.
Uno lavoro del tutto particolare, ideato con molto amore, pensato per
far conoscere la creatività napoletana poco nota, ma non per questo
meno importante. Le poesie di Eduardo, le canzoni napoletane, scandiscono
il passaggio da un argomento all’altro, accompagnandone e sottolineandone
i vari stati d’animo. Dalla delicata ironia e dall'umorismo amaro
al gioco comico: come un solo respiro, i cinque atti unici elaborano
le classiche finzioni della tradizione napoletana disegnando un percorso
a ostacoli retto dagli equivoci e dai travestimenti: fulminei ma densi
di quell’umorismo nero, grottesco e sconcertante, che risale alle
forme farsesche dell'antica "commedia dell'arte”.
Attraverso
la dissacrante atmosfera de "La chiave di Casa"di Carlo
Mauro ma rielaborato dallo stesso Eduardo, proseguendo con il
sarcasmo di "Pericolosamente", omaggio doveroso agli
esordi di Eduardo attore d’avanspettacolo, per continuare
con la solarità livida di "Spacca il centesimo",
con “Amicizia”, in cui il rovesciamento crudele e
mordace del nobile sentimento dà il titolo all’atto
unico, per finire con Miseria bella”, omaggio a tutti coloro
che vivono di arte, amore, passione spesso nella precarietà e
nella disperazione ed in cui fa da protagonista il tema classico
della comicità: la fame.
Titina, Eduardo e Peppino si esprimono al pieno in questi testi in cui
emergono tutti gli elementi del loro teatro: meccanismi comici e
invenzioni grottesche, ambiguità e mistero, ironia e paradosso,
attraverso una comicità che supera i confini del teatro dialettale
per diventare teatro puro e senza confini.
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