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loc
Civitavecchia Teatro Comunale Traiano 25 Ottobre 2006
Il cuore  di Napoli
Omaggio a Titina, Eduardo e Peppino De Filippo

REGIA IOLANDA ZANFRISCO

Scenografie Salvatore Agnello e Peppe Zanfrisco
Direttore di Scena Nicoletta De Paolis

Trucco di scena Anna Rita Crisostomi

Musicisti: Francesco Ceccarelli, Mauro Annovazzi, Salvatore Agnello

Interpreti      

Vincenzo Coppolino
Anna Rita Crisostomi
Vincenzo Di Sarno
Gennaro Donti
Lia Gallinari
Roberto Giovannelli
Antonio Noto
Adelaide Scannella
Rosaria Valery Starace
Iolanda Zanfrisco
Peppe Zanfrisco

Costruito come fosse un racconto formato da tanti tasselli incastrati l’uno nell’altro, questo spettacolo ci dà la possibilità di rappresentare Napoli osservandola da angolazioni differenti.
Uno lavoro del tutto particolare, ideato con molto amore, pensato per far conoscere la creatività napoletana poco nota, ma non per questo meno importante. Le poesie di Eduardo, le canzoni napoletane, scandiscono il passaggio da un argomento all’altro, accompagnandone e sottolineandone i vari stati d’animo. Dalla delicata ironia e dall'umorismo amaro al gioco comico: come un solo respiro, i cinque atti unici elaborano le classiche finzioni della tradizione napoletana disegnando un percorso a ostacoli retto dagli equivoci e dai travestimenti: fulminei ma densi di quell’umorismo nero, grottesco e sconcertante, che risale alle forme farsesche dell'antica "commedia dell'arte”.

Attraverso la dissacrante atmosfera de "La chiave di Casa"di Carlo Mauro ma rielaborato dallo stesso Eduardo, proseguendo con il sarcasmo di "Pericolosamente", omaggio doveroso agli esordi di Eduardo attore d’avanspettacolo, per continuare con la solarità livida di "Spacca il centesimo", con “Amicizia”, in cui il rovesciamento crudele e mordace del nobile sentimento dà il titolo all’atto unico, per finire con Miseria bella”, omaggio a tutti coloro che vivono di arte, amore, passione spesso nella precarietà e nella disperazione ed in cui fa da protagonista il tema classico della comicità: la fame.


Titina, Eduardo e Peppino si esprimono al pieno in questi testi in cui emergono tutti gli elementi del loro teatro: meccanismi comici e invenzioni grottesche, ambiguità e mistero, ironia e paradosso, attraverso una comicità che supera i confini del teatro dialettale per diventare teatro puro e senza confini.